Il Pomodoro Gigante

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Il nostro Comune conserva diverse tipicità sia per quanto riguarda i prodotti propri del territorio sia per quanto concerne la lavorazione e la conservazione di prodotti comuni. Il “principe” dei nostri prodotti tipici proprio del Comune di Belmonte Calabro è senz’altro il famoso “Pomodoro di Belmonte”. Questo ortaggio, protetto da un marchio De.CO, si distingue per alcune caratteristiche fisiche quali la grandezza, il colore e la forma e per le sue note proprietà organolettiche. Per quanto concerne la storia di questo “gigante” è possibile supporre che, dopo l’importazione dall’ America alla fine dell’800, il prodotto abbia acquisito caratteristiche uniche dettate dalla conformazione del territorio o da una possibile mutazione. In realtà si può distinguere in due prodotti con caratteristiche diverse: il primo, detto “a cuore di bue” è caratterizzato da un peso che varia dai 400 gr agli 800 gr e da una forma allungata simile a un cuore. Il secondo, detto il “gigante” si presenta con una forma più tondeggiante e il suo peso può raggiungere e superare i 2 kg.

Lo chiamano il “gigante” ed è davvero grande. Infatti, il suo peso mediamente varia dai 700 ai 1000 grammi per ogni frutto e cresce su una pianta altrettanto gigantesca, la cui altezza raggiunge anche i 3m. Non diventa mai rosso, ma resta di un colore rosato intenso. Al contrario degli altri pomodori, matura dall’interno verso l’esterno e la sua polpa, che non ha alcuna acidità e ha pochi semi, si fonde in perfetta armonia con la buccia. Per le sue caratteristiche è consigliabile consumarlo solo in insalata. Oggetto di molti attacchi d’imitazione, il pomodoro di Belmonte, anche se coltivato in terreni limitrofi all’area belmontese, come ad esempio Longobardi, o Amantea, non ha la stessa resa produttiva e qualitativa. Il suo ciclo di produzione è piuttosto limitato: inizia verso i primi di giugno, ad una altitudine media di 50m slm, per terminare a settembre sulle colline circostanti, ad una altitudine massima di 600m. Altra caratteristica che lo rende unico è che la pianta produce buoni frutti solo se coltivata a campo aperto. Insomma, pare non gradisca la coltivazione in serra. Le sue proprietà organolettiche, oggi, sono oggetto di uno studio approfondito, presso la facoltà d’Agraria, dell’Università di Catania. Importato in Italia da un emigrante belmontese, che tornava dagli Stati Uniti, nei primi anni del secolo scorso, un uomo di cui purtroppo si è perso il nome, dal 2003 è salito sull’altare dei prodotti De.C.O (denominazione comunale d’origine) ed è l’unico pomodoro italiano a fregiarsi di questa etichetta. Questa etichetta, proprio per identificarlo in modo inconfondibile, è appiccicata su ogni frutto. Ben conosciuto nell’area della provincia cosentina, che ne assorbe circa il 70% dell’intera produzione, è stato recentemente scoperto anche dalla ristorazione d’alto livello ed è quindi reperibile in alcuni ristoranti del Centro e Nord dell’Italia.

Caratteristiche Tecniche:
  • Nome dialettale: PIMMADUARI E BELLIMUNTE
  • Territorio interessato alla produzione: provincia di CS Descrizione prodotto:
  • FORMA: Cuore di bue – un lato della parte apicale più basso.
  • DIMENSIONI MEDIE: Varie.
  • PESO MEDIO: Da 400 gr. a 1,5 Kg.
  • SAPORE: Dolce e per niente acidulo.
  • ODORE: Tipico.
  • COLORE: Rosa acceso.

Ricetta specifica:

INSALATA ALLA BELMONTESE (PANZANELLA):
gli ingredienti sono pomodoro di Belmonte,olio extravergine d’oliva, sale, origano, cipolla rossa dolce, pane secco, olive schiacciate e capperi .
POMODORO A FETTE LARGHE:
gli ingredienti sono Pomodoro di Belmonte, tagliato a fetta un po’ spessa, sale olio extravergine d’oliva e basilico fresco.


I Fichi Secchi

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Un altro prodotto che ha acquistato tratti di tipicità all’interno del nostro Comune è il fico secco. Questo frutto non ha caratteristiche particolari per quanto riguarda la sua produzione ma acquisisce una sua originalità per quel che concerne la lavorazione. Il processo di lavorazione del fico che inizia con l’ essiccazione al sole su stuoie dette “cannizzole” termina con la produzione di diverse tipologie di prodotto legate fortemente alla tradizione contadina.

Il fico secco rappresentava un fondamentale alimento nelle diete povere dei nostri avi, esso veniva infatti conservato, dopo la lavorazione, in un’apposita cassapanca detta “casciune”. Il prodotto finito può presentarsi sotto diverse forme frutto di diverse tecniche di lavorazione: le “crocette”, le “trecce”, le “coroncine” e i “fioroni”.


I Vini

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La produzione del vino A belmonte è esclusivamente di tipo privato in quantità tale da soddisfare i bisogni della famiglia. La sua produzione è ormai estesa quasi nella maggior parte del territorio, ma il vino più pregiato è quello della frazione di Annunziata, il “Brunello di Annunziata”

UNO SGUARDO AL PASSATO…… Ai tempi della vendemmia si respirava sempre un’aria di festa. L’uva veniva raccolta nelle vigne e trasportata o con asini o con “sporte”(ceste) sulle teste , nei “parmienti” (palmenti). Qui avveniva la spremitura, a piedi scalzi, uomini, donne e bambini adottavano una tecnica simile ad un balletto. Il mosto veniva raccolto in una vasca inferiore mentre il succo residuo di vinaccia veniva estratto con l’uso del torchio di legno. Poi il mosto veniva trasportato dai “parmienti”con dei barili( “varrili”) nelle cantine e depositato nelle botti (“vutte”) per la fermentazione. L’ attesa durava fino all’11 Novembre, giorno di S. Martino, data in cui per tradizione si assaggiava il vino.


Gli Insaccati

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L’allevamento e la lavorazione del maiale era ed è rimasto un rito che si rinnova ogni inverno in quasi tutte le famiglie belmontesi. L’uccisione del maiale rappresenta giorni di festa nelle quale si ha un atmosfera di allegria insieme a parenti e amici. Del maiale non si butta via niente, neppure il sangue, protagonista di una ghiotta crema di cioccolato, canditi, frutta secca, vino cotto, zucchero e tante spezie e ingredienti golosi secondo la propria fantasia, questo prodotto è chiamato “SANGUINACCIO”. Tanti sono quindi i prodotti che in circa tre giorni si accumulano nella dispensa, ma principalmente sono 4:

  • La SOPPRESSATA, è fatta con le migliori carni del maiale che mescolate con pochissimo grasso vengono tritate. Successivamente si unisce il sale pesato, il pepe nero, il peperoncino dolce piccante secondo le proprie esigenze, e viene lasciata a riposare per circa 2 ore. Dopo viene insaccata dentro le budella del maiale, esse vengono lavate prima molto accuratamente con acqua calda e limone. La carne deve essere lavorata molto bene per evitare vuoti.
  • La SALSICCIA, il suo procedimento è uguale a quello della soppressata, l’unica cosa di diverso sono il tipo di budella, infatti vengono presi i più sottili.
  • Il CAPICOLLO, è un pezzo di carne intero ( la parte anteriore del lombo e il suo grasso) che viene ben pressato salato e aromatizzato con pepe rosso, pepe nero e sale pesato, poi avvolto nel diaframma, e legato stretto.
  • La PANCETTA, è ottenuta dalla pancia dove si alternano strati di grasso e di carne magra, viene tagliata in pezzi rettangolari successivamente salati e aromatizzati.