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Correva
l’anno 1974, era stato finalmente tolto lo
sperone di roccia dove adesso sorge il Municipio.
Erano
anni che se ne parlava in paese e quindi una volta
completata l’opera, si sentì il bisogno di festeggiare,
come si doveva, l’avvenimento che sembrava di importanza
epocale.
Il modo
migliore sembrò quello di celebrare il fatto con un
piatto che proveniva dalla più genuina tradizione
popolare.
Quando
ci si sposava nelle campagne, il banchetto di nozze era
costituito essenzialmente dalla pasta condita con una
salsa a base di ragù con carne ovina.
Questa
pietanza rischiava di non essere più apprezzata dalle
nuove generazioni;
per cui
la Pro-Loco facendosi interprete di questa esigenza
ripropose il piatto e lo ripropone ogni anno il 16 agosto
come metafora delle tradizioni popolari perdute,
rispettando la regola che vuole la cottura a legna del
sugo e della pasta in appositi recipienti (quadare)
posti sui treppiedi di antica concezione e il loro
amalgama in “maille” di legno. |